Zu – «Ferrum Sidereum» – (House Of Mythology, 2026)

L’atmosfera: Tra Spazio e Sottosuolo

Gli Zu riescono a creare un ponte tra l’infinitamente grande (il cosmo) e l’infinitamente pesante (la terra). Non è un jazz tradizionale, ma una forma di jazz d’avanguardia che ha subito una mutazione genetica con il doom e la musica contemporanea. Mixato, registrato e prodotto da Marc Urselli, è disponibile in edizione come disco doppio LP, in nero e verde.

ZU – Ferrum Sidereum – (House Of Mythology, 9 de enero de 2026)

  • Massimo Pupillo (basso)
  • Luca T. Mai (sax baritono, sintetizzatori)
  • Paolo Mongardi (batteria)

Voto:

L’album si muove su dinamiche estreme. Il sax baritono di Luca T. Mai non suona note, ma emette frequenze che sembrano voler scorticare le pareti del cranio. Mentre il basso di Massimo Pupillo è, come sempre, un terremoto controllato. In questo disco, però, c’è un uso più sapiente dei silenzi: tra un’esplosione e l’altra si aprono baratri di tensione pura. Rispetto al passato, come il leggendario Carboniferous (Ipecac Recordingsqui, 2009), c’è una maggiore attenzione alla tessitura sonora. Non è solo violenza, è architettura del rumore.

Ferrum Sidereum conferma gli Zu come i massimi esponenti di un genere che loro stessi hanno creato. È un disco brutale ma colto, perfetto per chi vuole esplorare i confini estremi dell’improvvisazione moderna.

Una curiosità: l’album è stato registrato in un luogo isolato, cercando di catturare il riverbero naturale di ambienti industriali dismessi, il che spiega quel senso di «freddo metallico» che pervade ogni traccia.

Per capire un po’ di più questo disco, è fondamentale guardare agli oltre 25 anni di «sabotaggio dei generi» che hanno reso gli Zu una delle band italiane più influenti a livello internazionale.

Un po’ di storia

Nati a Roma a metà degli anni ’90, il trio originale (Pupillo, Mai, Battaglia) ha iniziato fondendo l’energia del punk-hardcore con l’improvvisazione del jazz d’avanguardia. Dischi come Bromio (Wide Records, 1999) e Igneo (Amanita Records, 2002) hanno stabilito il loro suono distintivo: sax baritono distorto, basso pulsante e tempi dispari.
Con l’album Carboniferous, prodotto con Mike Patton, gli Zu sono diventati un fenomeno mondiale. È qui che il termine «sax-metal» ha preso piede. La loro musica si è fatta più densa, oscura e violenta, collaborando con icone come i Melvins, e Mats Gustafsson a uno dei sui migliori dischi, How To Raise an Ox (Atavistic, 2005).
Dopo una pausa durante la quale Massimo Pupillo ha vissuto un anno sull’Himalaya in un monastero tibetano, poi si è spostato nella giungla amazzonica, la band ha virato verso atmosfere ambient ed esoteriche con Jhator (House Of Mythology, 2017) e Terminalia Amazonia (House Of Mythology, 2019). Il sax ha lasciato spazio a synth e registrazioni sul campo, esplorando mitologie antiche e suoni ancestrali.

Ferrum Sidereum, track list:

  1. Charagma (6:43)
  2. Golgotha (7:13)
  3. Kether (7:15)
  4. A.I. Hive Mind (8:23)
  5. La Donna Vestita Di Sole (9:23)
  6. Pleroma (7:37)
  7. Fuoco Saturnio (6:00)
  8. The Celestial Bull and the White Lady (8:04)
  9. Hymn of the Pearl (9:16)
  10. Perseidi (1:04)
  11. Ferrum Sidereum (8:49)

Scegliere solo tre brani in un’opera così densa e monolitica come questa è difficile, perché il disco è pensato quasi come un’unica colata di metallo fuso.


Il nuovo album agisce come un catalizzatore che unisce tutte quelle anime del passato. Dopo le sperimentazioni ambient, Ferrum Sidereum recupera la forza. Il tema del «ferro stellare» richiama la matericità del loro periodo più heavy, ma con una consapevolezza architettonica superiore. I titoli delle tracce suggeriscono che la ricerca spirituale degli ultimi anni non è finita, ma è stata «iniettata» in un corpo sonoro molto più potente e distorto. Il 2025 è stato l’anno della collaborazione RuinsZu con il batterista giapponese Tatsuya Yoshida in Jazzisdead Live. Quell’energia sembra aver riacceso la miccia del trio, portando all’attuale formazione con Paolo Mongardi alla batteria, che nel nuovo disco appare più implacabile che mai.

_____________________________

Información en unadeJAZZ

____________________

____________________

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *

error: Content is protected !!
Scroll al inicio